Vergine della notte

Vergine della notte  è una delle più belle e toccanti preghiere dedicate alla Vergine Maria, madre di Gesù Cristo nostro Signore. E’ un’invocazione ardente di fede e di speranza scritta da Monsignor Antonio Bello, meglio conosciuto come “Don Tonino”, nato ad Alessano, paesino del Salento vicino Lecce, nel 1935 e morto nella sua amata Molfetta nel 1993. Egli è stato, dal 1982, vescovo della diocesi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi e, poco dopo, vescovo della diocesi di Ruvo.

Vergine della notte

Il mons. Vito Angiuli ha realizzato, di recente, un’opera meritoria, raccogliendo tutti gli scritti inediti di Antonio Bello elaborati nel periodo che precede la sua ordinazione episcopale conferitagli dall’arcivescovo di Lecce, Monsignor Mincuzzi, il 30 Ottobre 1982.

“Appassionato sognatore di Dio” e “precursore di Papa Francesco”, per citare le parole dell’Angiuli, egli sempre volle essere e fu “il vescovo degli ultimi”. Durante il suo vescovado, infatti, tutte le parrocchie della diocesi si impegnarono a prendersi cura dei bisognosi e dei dimenticati, attraverso la creazione di diversi gruppi Caritas e di una comunità di recupero per i tossicodipendenti.

Importante fu poi il suo ruolo nel movimento cattolico per la pace Pax Christi: si batté sempre fortemente contro gli interventi bellici e nel 1992 si rese protagonista di un pellegrinaggio a piedi fino a Sarajevo, allora cinta d’assedio dai serbi, in piena guerra civile.  Il suo sogno era in effetti quello di una Chiesa missionaria, che si impegna attivamente a favore degli emarginati, la “Chiesa del grembiule”, per dirla con le parole di Tonino.

Preghiera Vergine della notte

 

Santa Maria, Vergine della notte, 

noi t’imploriamo di starci vicino 

quando incombe il dolore, irrompe la prova, 

sibila il vento della disperazione, 

o il freddo delle delusioni o l’ala severa della morte. 

Liberaci dai brividi delle tenebre. 

Nell’ora del nostro calvario, 

Tu, che hai sperimentato l’eclissi del sole, 

stendi il tuo manto su di noi,

sicché, fasciati dal tuo respiro, 

ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà

Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati. 

Riempi di presenze amiche e discrete

il tempo amaro di chi è solo. 

Preserva da ogni male i nostri cari 

che faticano in terre lontane e conforta, 

col baleno struggente degli occhi, 

chi ha perso la fiducia nella vita. 

Ripeti ancora oggi la canzone del Magnificat, 

e annuncia straripamenti di giustizia 

a tutti gli oppressi della terra. 

Se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi 

le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto.

E sveglieremo insieme l’aurora. 

Così sia.

 

 

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